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Archivi categoria: economia

Idroponica fai da te – parte 5 -Dubbi sui nutrienti? Qui troverai le mie esperienze!

Abbiamo costruito il vaso, abbiamo sistemato la pompa ad immersione e la pompa ossigenatrice, abbiamo collegato tutti i gocciolatori e fatto crescere nei cubi di rockwool le nostre piantine, non ci resta  che proseguire il nostro viaggio de l’Idroponica fai da te, nel mondo complicato dei nutrienti, lo so, nessuno ama particolarmente districarsi tra misurini, siringhe, tappi dosatori ecc… ma se vogliamo fare le cose per bene, dobbiamo per forza iniziare da qualche parte, vi garantisco però che cercherò di rendere la ‘pillola rossa’ più digeribile[…]

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Pubblicato da su 7 giugno 2012 in alimentari, economia, energia, idroponica

 

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Idroponica fai da te (dwc) – parte 4

Rieccomi a tediarvi con le mie fissazioni sull’idroponica fai da te Idroponica fai da te (dwc)   parte 4 icon smile, oggi parlerò della funzione delle varie pompe che andremo ad installare dentro ai vasi da noi ultimati: […]

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Pubblicato da su 7 giugno 2012 in alimentari, economia, idroponica

 

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Ma ci serve davvero il nucleare ?

Come potrete leggere in questo post, viene da pensare che in realta’ il nucleare non ci serva per niente, abbiamo la possibilita’ di valutare l’operato di altre nazioni che hanno gia’ percorso piu’ o meno tutte le vie percorribili, non avremo scusanti se scegliessimo il nucleare, decisamente NON E’ LA VIA GIUSTA !
 
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Pubblicato da su 15 maggio 2008 in economia, energia, politica

 

Il discorso di Berlusconi vs il discorso di Di Pietro

Lascio a voi i giudizi….

Discorso programmatico di Berlusconi

Parte1:

Parte2:

Parte3:

Discorso di Di Pietro

mi spiace che IDV si sia coalizzata al PD, se non l’avesse fatto, avrei seriamente valutato di dare il mio voto…

 
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Pubblicato da su 15 maggio 2008 in economia, Giustizia, politica

 

Signoraggio bancario, la TRUFFA COLOSSALE e MONDIALE

Perche’ non ci creiamo un’Italia alternativa ?!?
Una TV nostra,
una Radio nostra,
una MONETA NOSTRA (vedi i video sotto)

Sarebbe uno vero schiaffo a quei 4 troll che ci governano (banche in special modo!).
Rilancerebbe le attivita ed i rapporti LOCALI
e tutto ripartirebbe dal basso !

http://digilander.libero.it/nereovillarisponde/

Video1:

Video2:

PENSACI (PENSATECI !!!)

 
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Pubblicato da su 4 marzo 2008 in banche, economia, Giustizia, politica, signoraggio

 

Torniamo al nucleare? Sì. Col torio!

Torniamo al nucleare? Sì. Col torio!!
di Bruno Moretti Turri brmoret@libero.it

L’utilizzo di combustibili fossili nella produzione di energia comporta l’emissione di gas ad effetto serra responsabili del cambiamento climatico in atto. Oltre a polveri sottili e altre tossiche “amenità”. A fronte della crescente fame di energia e del prezzo del petrolio, politici miopi, sprovveduti ed irresponsabili che non sanno un’acca di fisica elementare propongono il ritorno al nucleare. Che non produce gas serra.
Purtroppo l’attuale nucleare basato sulla fissione dell’uranio o, peggio, del plutonio, presenta irresoluti enormi problemi:
1) la sicurezza delle centrali collegata al pericolo di “meltdown” (colata di sotto) terribile termine anglosassone che molti ingegneri nucleari si rifiutano scaramanticamente di pronunciare perchè indica l’ipotesi più spaventosa: la fusione del nòcciolo in conseguenza di guasto/fermata del sistema di raffreddamento e il suo inarrestabile/ineluttabile sprofondamento nelle falde freatiche e conseguente contaminazione radioattiva di fiumi e mari con il suo contenuto di miliardi di curie (Ci). La mia coscenza morale di studioso e divulgatore scientifico mi impone di ricordare e sottolineare il fatto che almeno fino al 2060, uomini, donne, bambini, sia già viventi che non ancora nati, si ammaleranno e moriranno per i radionuclidi emessi nella biosfera dal “piccolo” (no meltdown) incidente di Chernobyl del 1986. Così come migliaia sono già morti o stanno morendo. Dimenticati. Nessuno ne parla più.
2) la inevitabile produzione collaterale di plutonio 239 (uranio 238+1 neutrone = uranio 239 che decade in nettunio 239 che decade in plutonio 239). Il plutonio 239 è il detonatore che innesca la bomba al deuteruro di trizio, volgarmente detta bomba H. Oltre 1000 volte più potente della bomba di Nagasaki 1945. Da ciò discende l’enorme interesse strategico militare per il plutonio 239. Basta questa considerazione affinchè tutti gli uomini di buona volontà abbiano l’obbligo etico/razionale di opporsi al nucleare attuale.
3) la produzione di scorie altamente radioattive per ere geologiche. Senza esagerazione. Il plutonio 239 ha un tempo di dimezzamento (emivita) di 24.200 (ventiquattromiladuecento!) anni e un tempo di completa neutralizzazione di 200 millenni.
(N.B.: per approfondire, il testo più semplice, accessibile anche a non esperti in fisica è: Carlo Rubbia, Il dilemma nucleare)
Esistono delle alternative nucleari percorribili? Sì e la fisica ce ne indica almeno due.
La prima la vediamo tutti i giorni perchè è il “motore” che da 5 miliardi di anni tiene “acceso” il nostro Sole: la fusione nucleare dell’idrogeno in elio. Anche se, molto teoricamente, sarebbe l’uovo di Colombo di un nucleare pulito, trascuro qui tale ipotesi in quanto, almeno per ora, troppo difficilmente percorribile. La sua utilizzazione pratica non è “dietro l’angolo”. La cosiddetta “fusione fredda” ed il suo sfruttamento energetico purtroppo oggi esistono solo nei sogni di Adriano Celentano, Beppe Grillo e miei.
La seconda alternativa è molto più allettante, possibile, abbordabile: la fissione nucleare del torio.
Perchè il torio al posto dell’uranio e del plutonio?
a) il pericolo di “meltdown” sarebbe molto inferiore e, conseguentemente le centrali sarebbero enormemente più sicure perchè più facilmente controllabili.
b) il torio non produce e non può produrre plutonio.
c) le scorie radioattive prodotte dal torio hanno un tempo di completa neutralizzazione di 30 (trenta!) anni. Non 200.000!!!
d) il torio è presente in relativa abbondanza su tutta la Terra. Tutti i paesi potrebbero abbastanza facilmente estrarlo. Ergo nessuna dipendenza dai paesi possessori di miniere di uranio e dalle superpotenze economico-militari che ne “controllano” il mercato.
A proporre la soluzione torio sono in ottima e accademicamente autorevolissima compagnia di liberi (non militarizzati) studiosi in fisica di tutto il mondo, in primis il nostro Prof. Carlo Rubbia:
”Piergiorgio Odifreddi: Esiste una “via regia” al nucleare?
Carlo Rubbia, premio Nobel 1984 per la fisica (bosoni deboli): Io penso che ci sia e che sia quella basata sul torio. Che non è proliferante e dunque non può portare nè a Hiroshima nè a Chernobyl. E non ha bisogno di arricchimento come l’uranio. E produce solo scorie radioattive a vita breve, inferiore ai trent’anni. Ed è abbondante su tutto il pianeta.” (Piergiorgio Odifreddi, Incontri con menti straordinarie, Longanesi 2006).
Il problema è che per tradurre in pochi anni le “equazioni del torio” in tecnologia sfruttabile occorrerebbe, in soldi, cervelli, e determinazione, un grande sforzo paragonabile a quello che ha consentito a Enrico Fermi & colleghi di tradurre le “equazioni dell’uranio” nella realizzazione della “pila di Fermi” a Chicago nel 1942, il primo reattore nucleare. Un tale sforzo per un nucleare enormemente più sicuro ed enormemente più pulito basato sul torio sarebbe facilmente alla portata dell’Unione Europea. Ma si scontra con i miopi, egoistici interessi e la feroce opposizione dei padroni multinazionali del petrolio, dell’uranio, della disinformazione, del pattume e della guerra. E con l’ignoranza, l’irresponsabilità e la non lungimiranza della stragrande maggioranza dei politici. Politici che se gli chiedi cosa è il trizio (idrogeno con 2 neutroni, materia prima della bomba H) ti rispondono: “Er Trizio? E che è? Er fra’ de Craio e Srempronio?”

Copyright © 2008 Bruno Moretti Turri
Citando la fonte è gratuitamente autorizzata (e auspicata) la pubblicazione della sola versione integrale non “redazionata” dietro invio di due copie gratuite della pubblicazione c/o il mio indirizzo. Nel caso di pubblicazione su siti web inviare il relativo link a brmoret@libero.it

Dr. Bruno Moretti Turri
giornalista scientifico freelance
via Crispi, 3 – 21100 Varese
340-9935956 brmoret@libero.it
C.F.: MRTBRN53C27L682U

 
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Pubblicato da su 18 febbraio 2008 in economia, energia

 

Siamo finiti sul New York Times…

Leggete un po’ qui…

 
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Pubblicato da su 31 dicembre 2007 in economia, Giustizia, politica