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Stati in fallimento e dubbi atroci. – Crisis

30 Apr

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Io avevo già da un po’ questo dubbio, ma mi ero astenuta dall’esternarlo. In fin dei conti di finanza capisco meno di zero, l’addetto qui è Pietro, e quindi i miei pensieri sull’argomento mi tocca tenerli ben nascosti per evitare storiche figuracce.

Poi ho letto l’ultimo post di Uriel, e ho trovato conferma ai miei sospetti. So perfettamente che Uriel non è la voce della verità e molti di voi lo vedono come il fumo agli occhi, ma leggere nero su bianco ad opera di uno che si intende di finanza quello che segretamente rimuginavo, un po’ mi ha colpito.

Così, ecco qua:

La mappa del rischio internazionale, di fatto, segue piu’ la mappa degli indebitamenti dei privati che quello degli indebitamenti pubblici. 

Inoltre, segue dei trend che rispecchiano anche dei razzismi: il Belgio e’ messo come il porco a Natale sul piano economico, finanziario e adesso anche politico. IL suo debito pubblico e’ altissimo e l’indebitamento anche. Non si vede per quale motivo dovrebbe essere in condizioni migliori di un’ Irlanda o di un Portogallo, se non per il fatto che sono piu’ ariani e piu’ vicini al centro dell’ UE. Di fatto, il razzismo di fondo sollevato dalla crisi dei PIIGS e’ quello di paesi mediterranei o culturalmente in opposizione al mondo protestante (ovvero paesi mediterranei o cattolici): la geografia del rischio e’ molto diversa.

Era proprio quello che mi chiedevo anch’io. Da tutte le parti si elencano le varie tragiche situazioni di Paesi come l’Inghilterra (che sta come l’agnello a Pasqua), gli Stati Uniti (il Paese più indebitato del mondo, che stampa dollari notte e giorno), e vari altri Paesi europei. Eppure, guarda caso, i PIIGS siamo noi. E non osiamo neppure metterlo in dubbio, dato che ogni giorno constatiamo la corruzione dei nostri governanti e ci viene ricordato il debito fin da quando siamo nella culla. Non sappiamo nulla degli altri, e li presumiamo sicuramente più virtuosi: quando la mazzata arriverà, saremo convinti di essercela meritata.

Ieri sera un amico mi ricordava come si vive(va) bene in Grecia. Se ci siete stati, avrete avuto anche voi l’impressione di gente libera, spensierata, cortese, semplice, molto diversa insomma dalla volgarità, dalla prepotenza e dall’arrivismo imperanti qui da noi. Sui forum americani, invece, i greci vengono dipinti come un popolo di anarchici rivoltosi e comunisti a cui ben gli sta una lezione. Una lezione: forse chi è nel mirino sono i Paesi che hanno bisogno, per un verso o un altro, di una lezione.

Oppure quelli privi di atomiche e cacciabombardieri.

Che ne pensate?

 

Posted via web from L0cutus Micro Blog

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Pubblicato da su 30 aprile 2010 in Senza categoria

 

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