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L’espresso | Piovono rane » Blog Archive » La dignità perduta del signor I. di Alessandro Gilioli

17 Mar

inno

Qui oggi si spezza una lancia per Giancarlo Innocenzi, perché per un infelice così non si può che avere una profonda compassione umana.

Con Berlusconi che lo riempie di insulti – e «ti ho messo lì io», e «che cazzo ci stai a fare», e «non hai combinato niente» – e lui poveretto che risponde balbettando e poi si sfoga con Masi e Letta, «non so più a che cosa aggrapparmi», «mi ha fatto un culo che non finiva più», «e meno male che siamo riusciti a far fuori almeno Ruffini».

La vita dello schiavo, anche a mezzo milione di euro all’anno, è una gran vita di merda.

Innocenzi – esibito nella sua codardia su tutti i giornali di oggi, incluso quello del suo boss – adesso avrebbe tuttavia una straordinaria occasione di riscatto esistenziale: raccontare tutto, davvero tutto, dei suoi anni al servizio di un padrone iroso e incontentabile.

Certo: perderebbe stipendio, prebende e auto blu. Ma ritroverebbe la dignità: quella che non si può comprare nemmeno con Mastercard.

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Scritto mercoledì, 17 marzo, 2010 alle 11:33 nella categoria Senza Categoria. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.

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