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Rivista su Zaia, la procura apre un’inchiesta – Corriere del Veneto

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  • politica uomini e partiti

    Rivista su Zaia, la procura
    apre un%u2019inchiesta

    Operazione elettorale con soldi pubblici? Il pm Mastelloni dispone accertamenti

    VENEZIA %u2014 Quelle undici pagine con cinque foto a colori, in cui il ministro dell%u2019Agricoltura e soprattutto candidato presidente della Regione Veneto Luca Zaia veniva intervistato in lungo e in largo, oltre ad essere finite nelle case di 250 mila famiglie italiane (di cui 18 mila venete), erano giiventate un caso in Parlamento. Il senatore del Pd Paolo Giaretta aveva infatti presentato una pepata interrogazione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in cui chiedeva conto della spesa di 450 mila euro, a cui avrebbe dovuto contribuire Buonitalia, societnteramente pubblica e partecipata proprio dal ministero diretto da Zaia. Ora anche la magistratura si muove per fare chiarezza sull%u2019edizione straordinaria de Il Welfare, rivista di Federsanitl%u2019associazione che rappresenta le Asl e le Aziende ospedaliere all%u2019interno dell%u2019Anci), che ha dedicato al ministro-candidato uno spazio notevolissimo proprio alla vigilia dell%u2019appuntamento elettorale.

    Il procuratore aggiunto di Venezia Carlo Mastelloni ha infatti aperto un fascicolo sulla vicenda e ha dato incarico alla sezione di polizia giudiziaria della procura lagunare di fare i dovuti accertamenti. Per ora non ci sono indagati, npotesi di reato specifiche e non etto che l%u2019indagine porti ad individuare responsabilitarticolari: tutto parte dall%u2019esposto presentato una settimana fa dal consigliere regionale della Sinistra Nicola Atalmi, che ipotizzava una violazione della normativa sulla par condicio e sul finanziamento pubblico dei partiti. Gin passato Zaia era stato indagato per una vicenda per certi versi simili, quando la Provincia di Treviso guidata dal compagno di partito Leonardo Muraro aveva distribuito 350 mila copie del giornalino Dunque ai propri abitanti: all%u2019interno c%u2019erano 52 foto di Zaia, che con Muraro era stato accusato di abuso d%u2019ufficio dal procuratore capo Antonio Fojadelli. Un%u2019accusa per cui venne poi chiesta l%u2019archiviazione dalla stessa procura, ritenendo che non ci fosse l%u2019interesse patrimoniale previsto da quel reato. Ora un%u2019altra iniziativa editoriale in qualche modo legata al ministro trevigiano finisce nel mirino della magistratura.

    Mi riservo inoltre di verificare se vi siano gli estremi per una denuncia alla Corte dei Conti per distrazione di denaro pubblico – aveva detto Giaretta -. Siamo di fronte ad un%u2019operazione di una gravitnaudita: mentre gli agricoltori assistono al crollo dei prezzi agricoli, i soldi a loro destinati vengono utilizzati per la vanitel ministro-candidato, che si fa campagna elettorale con soldi pubblici. Il senatore aveva inoltre ricordato come ex direttore responsabile della rivista fosse stato Giampiero Beltotto, attuale portavoce del ministro Zaia, mentre sia il presidente di Federsanitngelo Lino Del Favero (direttore generale dell%u2019Usl 7 di Pieve di Soligo), che il presidente di Buonitalia Walter Brunello sono trevigiani. Zaia si era subito difeso dicendo che non ne sapeva nulla e per suffragare la propria tesi aveva portato sabato scorso in una conferenza stampa un plico di 13 pagine: nel carteggio tra il capo di gabinetto del ministero Giuseppe Ambrosio, il presidente di Buonitalia Walter Brunello e il direttore di Federsanitnzo Chilelli, a dimostrazione del fatto che la pubblicazione dell%u2019intervista non fu un%u2019iniziativa del ministero o della sua partecipata. Come ho gietto – aveva puntualizzato Zaia – non sapevo nulla della pubblicazione e queste sono le prove. L%u2019intervista era stata concessa nell%u2019ottobre del 2009 e dunque sarebbe stato solo – parole sue – uno scivolone in buona fede da parte di Federsanitche non aveva mai ricevuto alcuna autorizzazione a pubblicarle nanto meno un solo euro: l%u2019inammissibilitel finanziamento nfatti messa nero su bianco in una lettera del ministero del 24 febbraio scorso. Quando in realto scandalo era gicoppiato.

    Alberto Zorzi
    05 marzo 2010 RIPRODUZIONE RISERVATA

    commentalanotizia

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    solita vergogna all’italiana, e meno male che la chiamavano roma ladrona….

    Posted via web from L0cutus Micro Blog

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    Pubblicato da su 5 marzo 2010 in 1

     

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