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Due pesi due misure, due regimi – Crisis

27 Feb

Avrete forse sentito una notizia di ieri. Un dissidente cubano � morto in carcere dopo uno sciopero della fame di ben 84 giorni. La notizia � stata riportata un poco da tutti gli organi di stampa, le agenzie di informazione, le televisioni, insomma da tutti i media riuniti e compatti contro l’esecrando regime.

Che quello cubano sia un regime non c’e’ molto da discutere, credo. Che tale regime, in buona parte, sia stato una spina nel fianco per un bel po di anni del potente vicino a Nord, non vi � ugualmente dubbio.

Che, infine, da almeno un quindicennio questa presunta “minaccia” sia del tutto svanita, tanto che ormai praticamente tutti gli stati occidentali fanno egregi affari ed intrattengono rapporti almeno decentemente cordiali con il Regime cubano � piu’ o meno un dato di fatto. Che quindi il prolungarsi ostinato dell’embargo sia ridicolo e probabilmente una ottima scusa per il mantenimento del Regime stesso, credo che possa essere, se non evidente, almeno ragionevole. specialmente in questi difficili frangenti, che vedono anche l’inesorabile approssimarsi della fine per il Lider Maximo.

Ma sto divagando. Tornando a bomba il sacrificio del povero oppositore � stato giustamente stigmatizzato , il regime severamente criticato etc etc.

E’ giusto, mi pare ovvio. Quando qualcuno deve arrivare al sacrificio supremo per fare valere, in qualche modo, anche solo simbolicamente, i propri inalienabili diritti almeno un poco di sana indignazione e sacrosanto sdegno sono d’uopo.

Gi�. Peccato che ANCHE nel nostro paese ormai, per fare valere i propri diritti, far ascoltare la propria voce, etc etc, � necessario arrivare a tanto.

Ovviamente, la storia di un tunisino che � morto di sciopero della fame , nel sostanziale disinteresse generale � diversa. Diversa la storia ma uguale la fine ed uguale la cappa di piombo che il Regime locale cala sulla vicenda. Ad onor del vero nei nostri carceri si muore MOLTO di pi�, <strong>179 persone e 72 suicidi solo nel 2009, che per una popolazione carceraria di circa 66.000 unit�</a> sono un morto ogni 369 carcerati, DIECI VOLTE DI PIU’che negli Stati Uniti.

Tutto questo senza contare i lager per conto terzi che, non avendo il coraggio di realizzarli sul nostro territorio, abbiamo pensato bene di delegare a regimi compiacenti. Sto parlando ovviamente degli spaventosi centri libici dove vengono confinati, fino alla loro dipartita, i profughi diretti nel nostro paese.

Un paese che difende, foraggia e vellica furbetti e furboni di ogni risma, rendendoli immuni da ogni potenziale rischio o rogna giudiziaria, che riempie le carceri di poveracci e poi li lascia morire (quando non li uccide), che detiene, senza processo e senza scadenza, delle persone colpevoli solo di fuggire dalla morte certa ( sia pure delegando l’abominio a regimi mercenari vicini), che, dopo gli enormi scandali dei giorni scorsi, di fronte ad una condanna che vede il Premier accusato di corruzione, (passata in giudicato e non operativa solo per raggiunta prescrizione ( parlo del processo Mills )). Un paese che non scende in piazza, non si sdegna, non si schiera compatto contro la cricca del malaffare alla Arraffa&Sgraff non � solo dominato da un regime. E’dominato da un regime indegno ridicolo e vergognoso.

DI cui si rende complice, che � DAVVERO la fedele espressione del suo comune sentire. Se questo paese non si vergogna, non si riscuote, scrolla le spalle e lascia correre, in modo bipartisan ( ora che le condanna sono cadute in prescrizione finalmente si pu� ragionare tranquilli, � stato l’atteggiamento prevalente di maggioranza ed opposizione) beh questo paese, non � pi� il mio paese. Se vi va bene cosi, cari Italiani, fate pure. Io me ne chiamo fuori.

E’ vero: c’e’ ancora qualcuno a cui non va bene cosi, non va bene per niente.

Ma � una minoranza, una tragicamente piccola minoranza.

Non mi sono mai vergognato di essere italiano, mai.

Ma, se non succede nulla, se si digerisce anche questa , come se nulla fosse, se quella minoranza di cittadini per bene viene irrisa, ridicolizzata, criminalizzata, beh, allora il regime ce lo meritiamo. Meglio: ve lo meritate, perch� non solo mi vergogno ma non voglio esserne complice.

In realt� non voglio vergognarmi di qualcosa che non dipende da me.

Che in tempi di Crisi la democrazia tenda ad evaporare l’avevo detto e teorizzato anni fa. Che l’oligarchia lottasse e sgomitasse per mantenere il controllo, beh non avevo dubbi.

Ma che riuscissimo a raggiungere questi livelli da operetta, insieme triste, comica e grottesca, questo no, non me lo sarei mai immaginato.

Posted via web from L0cutus Micro Blog

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Pubblicato da su 27 febbraio 2010 in 1

 

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